alchechengi, proprietà

Alkekengi, la bacca dorata dalle preziose proprietà medicinali.

I frutti della Physalis vengono tradizionalmente usati per il trattamento di una varietà di condizioni. Oggi, sia l’utilizzo popolare che la ricerca medica concordano nel trovare utile l’achechengi principalmente come diuretico ed anti infiammatorio.

La varietà con le più spiccate proprietà medicinali è la Physalis angulata, ma vengono impiegate con successo anche le altre specie. Secondo la condizione da trattare l’alchechengi può essere assunto come sciroppo, decotto, o utilizzato in forma di tintura o cataplasma. La parti utilizzate della pianta sono principalmente i frutti, sia secchi e freschi, ma possono venire impiegati anche gli steli o le foglie in infusi o tinture.

Decotto di alchechengi

Il decotto di alkekengi è un valido aiuto in molte delle patologie a carico dell’apparato urinario. Stimola la diuresi ed effettua una blanda azione disinfettante sugli organi coinvolti. Utile in caso di ritenzione idrica o di infiammazioni delle vie urinarie e semplicissimo da preparare.

Mettere in un pentolino 70 gr. di alkekengi essiccati, e coprirli con un litro d’acqua. Portare ad ebollizione e lasciar sobbollire per circa 10 minuti. Assumere nel corso della giornata tutto il decotto preparato.

Sciroppo di alkekengi

Lo sciroppo di alchechengi ha un effetto tonificante e ricostituente, può essere un valido supporto in periodi di grande stanchezza, in caso di influenza o in convalescenza. Basta pestare in un mortaio un etto di alchechengi fino a ridurli in poltiglia, poi trasferirli su una tela ben pulita e strizzare per estrarre il succo. Pesare il succo ottenuto, aggiungere zucchero in pari quantità e cuocere a fiamma bassa fino a sciogliere completamente i cristalli di zucchero. Un paio di cucchiai al giorno sono la dose consigliata.

Cataplasmi di foglie di alkekengi

Per alleviare localmente una fastidiosa infiammazione possiamo ricorrere ai cataplasmi, rimedi antichi un po’ dimenticati, ma sempre validi. Bisogna sbollentare le foglie fresche della pianta di alchechengi per 5 minuti e poi applicarle localmente sulla parte infiammata, lasciandole in posa per circa mezz’ora

Infine, possiamo trovare in commercio anche la tintura madre di physalis, impiegata nel trattamento di malattie croniche delle vie urinarie o di calcoli biliari.

Alchechengi e controindicazioni

I preparati a base di physalis possono avere degli effetti collaterali? Come per tutte le piante utilizzate in erboristeria, naturale non significa privo di controindicazioni.

Dovremo stare attenti ad evitare l’utilizzo di tali preparati nel caso stiamo già seguendo una prescrizione di diuretici: l’azione combinata potrebbe infatti causare dei problemi all’equilibrio elettrolitico.

É sconsigliato in generale l’abuso, perchè avendo proprietà leggermente lassative, in caso di consumo eccessivo può causare diarrea.

Infine, steli e foglie della pianta possono essere impiegati nella preparazione di macerati e decotti, ma non le foglie della membrana che avvolge la bacca. Infatti a causa del loro alto contenuto di solanina, sostanza leggermente tossica per l’organismo, potrebbero causare spiacevoli effetti indesiderati.